Ci sono traguardi che si misurano con il tempo. Altri con il valore che si riesce a creare, giorno dopo giorno.
Quest’anno IDnova celebra 20 anni di attività: un percorso iniziato nel 2006 con una visione precisa, quella di trasformare la tecnologia RFID in uno strumento concreto per rendere i processi aziendali più intelligenti, efficienti e affidabili.
Era il 2006.
L’iPhone non era ancora stato presentato.
L’Industria 4.0 non esisteva.
L’Italia vinceva i mondiali.
L’Internet of Things era un’espressione conosciuta solo in pochi ambienti di ricerca.
E quando pronunciavamo la parola RFID, la reazione più frequente era una domanda.
“RF… cosa?”
Oggi è difficile immaginarlo.
L’RFID identifica miliardi di prodotti ogni anno, rende possibili magazzini automatizzati, ottimizza la logistica globale, traccia dispositivi sanitari, semplifica il retail, migliora la produzione industriale e rappresenta una delle tecnologie abilitatrici della trasformazione digitale.
Ma vent’anni fa era tutt’altra storia.
In questi vent’anni abbiamo visto cambiare il mondo dell’industria, della logistica e dell’identificazione automatica. Abbiamo assistito all’evoluzione delle tecnologie e, soprattutto, abbiamo scelto di esserne protagonisti.
Nel 2005, in Italia, il mercato RFID contava meno di 500 progetti distribuiti in poco più di 300 organizzazioni. In Europa solo una piccola parte delle aziende aveva avviato sperimentazioni e appena il 5% stava pianificando un’adozione su larga scala.
Era una tecnologia promettente – ma era ancora tutta da costruire. Proprio nel 2006 la Commissione Europea emanò una decisione per armonizzare lo spettro radio dedicato all’RFID UHF: un segnale evidente che la tecnologia era ancora agli inizi del proprio percorso industriale.
Ed è proprio allora che nasce IDnova.
Non perché il mercato fosse maturo.
Ma perché credevamo che lo sarebbe diventato.
E per contribuire al cambiamento tecnologico, bisognava darsi da fare. Significava entrare nelle aziende e, prima ancora di parlare di prodotti, raccontare una visione.
Spiegare che un tag poteva contenere molto più di un codice.
Che un’antenna poteva trasformare un processo.
Che i dati, raccolti automaticamente, avrebbero cambiato il modo di produrre, movimentare e prendere decisioni.
Molte delle soluzioni che oggi sembrano scontate, allora semplicemente non esistevano.
Ogni progetto era una pagina bianca.
Ogni commessa rappresentava una nuova sfida.
Ogni successo contribuiva a dimostrare che quella tecnologia aveva un futuro.
In questi vent’anni abbiamo visto nascere nuovi standard, evolvere i lettori, aumentare le prestazioni, ridursi i costi e moltiplicarsi gli ambiti di applicazione.
Abbiamo visto l’RFID uscire dai laboratori ed entrare nelle fabbriche.
Poi nei magazzini.
Poi nei negozi.
Poi negli ospedali.
Poi nelle tasche di ognuno di noi, anche di chi non sa cosa significhi RFID.
Fino a diventare uno degli strumenti fondamentali della digitalizzazione dei processi.
Nel frattempo è cresciuta anche IDnova.
Non inseguendo il mercato – ma contribuendo a costruirlo.
Abbiamo progettato soluzioni quando il concetto di “custom” era un’eccezione.
Abbiamo investito in ricerca quando era la scelta più difficile.
Abbiamo continuato a sviluppare hardware, firmware e software internamente perché abbiamo sempre creduto che il vero valore non fosse vendere un prodotto.
Fosse risolvere un problema.
Abbiamo progettato soluzioni su misura, affrontato sfide complesse, accompagnando centinaia di aziende nel loro percorso di innovazione. Abbiamo avuto il privilegio di assistere alla crescita di un’intera tecnologia, contribuendo ogni giorno, nel nostro piccolo, a renderla concreta per chi ha condiviso la nostra visione.
Oggi basta entrare in un magazzino automatizzato, prendere un volo, acquistare un capo d’abbigliamento, accedere a una palestra o seguire il percorso di un componente industriale per entrare in contatto con i cambiamenti che questa tecnologia ha apportato.
Oggi è una delle tecnologie cardine su cui si basano aspetti quotidiani e innovativi: dal DPP (Digital Product Passport) allo smaltimento dei rifiuti, dalle manutenzioni al controllo degli accessi, dall’avanzamento di produzione alla localizzazione in magazzino.
Abbiamo visto una tecnologia di nicchia diventare una componente essenziale della trasformazione digitale.
E, nel frattempo, siamo cresciuti insieme ai nostri partner. Infatti, prima ancora dei numeri, ciò che ci rende orgogliosi sono le relazioni costruite nel tempo.
Vent’anni non sono solo un anniversario. Per chi fa innovazione rappresentano soprattutto una responsabilità.
Continuare a guardare avanti.
Con la stessa curiosità del primo giorno.
Perché, se c’è una cosa che questi vent’anni ci hanno insegnato, è che le tecnologie cambiano.
Le persone che hanno il coraggio di crederci prima degli altri fanno la differenza.
Grazie a tutti coloro che hanno condiviso con noi questo viaggio.
Il prossimo capitolo è già iniziato.
Vent’anni fa spiegavamo cos’era l’RFID.
Oggi continuiamo a immaginare cosa potrà diventare domani.
Ed è questa, probabilmente, la parte più entusiasmante della nostra storia.